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Ennio Morricone dalla A alla Z

 

In attesa di ritirare il meritatissimo Oscar alla carriera (il 25 febbraio a Los Angeles durante la cerimonia degli Academy Awards) Ennio Morricone è stato protagonista di due esibizioni in luoghi prestigiosi di New York: alla sede dell’Onu ed alla Radio City Music Hall. Lo scorso 2 febbraio ha diretto le sue musiche, cominciando da “Voci dal silenzio” scritta in memoria delle vittime dell’11 settembre per finire con le sue più famose arie western, nell’aula dell’assemblea generale dell’Onu di fronte al segretario generale Ban Ki Moon, suo grande ammiratore. Il giorno seguente è stata la volta della trionfale esibizione alla Radio City Music Hall, con tutti i seimila presenti in piedi ad acclamare il grande compositore romano che ha deliziato il pubblico sciorinando il suo sterminato repertorio da “C’era una volta in America” a “The Mission” da “Gli Intoccabili” a “Malèna.”

C’era una volta in America. L’ultimo film di Sergio Leone è un grandioso affresco dell’America del Novecento realizzato attraverso la storia di Noodles, gangster ebreo newyorkese. Giocato su una struttura temporale a flashback, racconta la storia dell’amicizia tra Noodles e Max cominciando da quando con la loro piccola banda fanno fuori il boss del quartiere, alla loro distilleria clandestina all’epoca del proibizionismo, all’amara verità finale sull’amicizia tra i due che costringe Noodles a rivedere tutta la sua storia passata. La struggente musica di Ennio Morricone, dotata di altissimo potere evocativo, riempie gli spazi ed i ritmi dilatati delle scene creando una sorta di film nel film.

Don Savio. Quando scrive la colonna sonora di “Per un Pugno di dollari” (1964) Ennio Morricone usa lo pseudonimo di “Don Savio”. Lo stesso Sergio Leone aveva preferito firmarsi come Bob Robertson ed anche i nomi degli attori erano stati rigorosamente “americanizzati” (ad esempio Gian Maria Volonté era stato trasformato in John Wells).

Il federale. “Il federale” (1961) di Luciano Salce, con Ugo Tognazzi e Stefania Sandrelli, è il primo film per il quale Ennio Morricone scrive le musiche. Si tratta di un film di ottimo brio satirico con cui inizia la collaborazione tra il regista romano e i due sceneggiatori Castellano e Pipolo. La pellicola analizza il rapporto tra il protagonista, un fascista divenuto gerarca proprio agli albori della caduta del regime ed il professore da lui arrestato. Il loro viaggio in sidecar per arrivare a Roma, che li costringe ad attraversare l’Italia occupata, è l’occasione di far nascere un’amicizia che travalica le differenze ideologiche.

Gruppo di improvvisazione nuova consonanza. La sperimentazione è sempre stata un aspetto importante nella ricerca di Ennio Morricone e la sua partecipazione al “Gruppo di improvvisazione nuova consonanza” testimonia di questo suo interesse per la musica “colta”. Il “Gruppo di improvvisazione nuova consonanza” nasce nel 1964 dalla più ampia associazione “Nuova consonanza” ad opera di Franco Evangelisti e si pone come obiettivo la divulgazione della musica contemporanea e di improvvisazione. ALtra caratteristica è la grande apertura e l'eclettismo: tra le fonti di ispirazione del Gruppo vi sono anche la musica cinese o i raga indiani. La formazione di maggior successo è quella del 1968 composta da Evangelisti, Bertoncini, Branchi, Heineman, Macchi e Morricone.

Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto. Il film di Elio Petri è uno dei più famosi e discussi degli anni Settanta. Il regista romano analizza il rapporto tra l’uomo e la società firmando un potente atto d’accusa contro la gestione arrogante e distorta del potere. Il capo della Squadra Mobile di Roma (splendidamente interpretato da Gian Maria Volontà) che uccide l’amante e lascia deliberatamente prove della sua colpevolezza ben sapendo che non verrà mai incriminato incarna l’impunità di chi detiene il potere e svela tutta l’impotenza e l’iniquità della giustizia.
Un contributo fondamentale al grande successo della pellicola è fornito dalla musica scritta da Ennio Morricone, con le irresistibili prime note della colonna sonora eseguite con un mandolino ed un pianoforte volutamente stonato.

Kubrick. Con il regista di ”2001 odissea nello spazio”, al quale lo accomunava la passione per gli scacchi, Morricone avrebbe potuto collaborare per le musiche di “Arancia meccanica”. Il regista newyorkese era rimasto molto colpito dalla musica di “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto” e desiderava che Morricone scrivesse qualcosa di simile per il suo film tratto dal libro di Anthony Burgess ma il compositore romano era in quel momento impegnato per la colonna sonora di “Giù la testa” e Kubrick decise di chiamare Walter Carlos. Un grande peccato questo mancato incontro per gli amanti del cinema poiché, visto il favore che Kubrick accorava ai collaboratori capaci di giocare a scacchi, non è azzardato ritenere che l’intesa tra i due grandi artisti sarebbe stata immediata.

Per un pugno di dollari. Primo film di quella che è stata definita la “trilogia del dollaro”, che comprende anche “Per qualche dollaro in più” (1965) e “Il buono, il brutto, il cattivo” (1966), “Per un pugno di dollari” (1964) ha dato, anche, l’avvio al genere degli spaghetti-western grazie allo straordinario successo che riscosse a livello internazionale. Punti di forza dell’opera erano la maniera caratteristica di girare di Sergio Leone (con scene dai ritmi dilatati, lunghi piani-sequenza e indugi sui primi piani), l’interpretazione di Clint Eastwood nel ruolo dell’uomo senza nome e le musiche di Ennio Morricone. Un western originalissimo innervato da una vena dissacratoria che, partito godendo di poco credito, ha invece finito per essere il capostipite di un genere, il western all’italiana, che ha salvato il cinema italiano da una delle sue tante crisi.

Goffredo Petrassi. E’ stato un autorevole compositore e come docente ha insegnato musica, oltre che a Ennio Morricone, a personalità del calibro di Aldo Clementi, Wolfango Dalla Vecchia, Fausto Razzi, Marcello Panni, Jesus Villa Rojo ed altri. Tra i suoi capolavori ricordiamo “Partita per orchestra” del 1932, il “Salmo IX”, “I quattro inni sacri”, il “Coro dei morti”, su testo di Giacomo Leopardi e gli otto concerti per orchestra composti dal 1934 al 1972.
Grande è stato anche il suo impegno nel campo del teatro musicale con la composizione di “Il cordovano”, “Morte dell’aria” e dei balletti “La follia d’Orlando” e “Ritratto di Don Chisciotte”. Tra le colonne sonore per film vanno menzionate quelle per “Riso amaro” e “Non c’è pace tra gli ulivi” di Giuseppe De Santis, “Cronaca familiare” di Valerio Zurlini e “Pattuglia sperduta” di Pietro Nelli.

Premi. L’oscar alla carriera che verrà consegnato ad Ennio Morricone durante la notte degli oscar colmerà quell’incredibile lacuna che era rappresentata dalla mancanza di “statuette” nell’amplissima galleria di premi ricevuti dal maestro romano, che eppure aveva ricevuto nomination per “Days of Heaven”, “The Mission”, “Gli Intoccabili”, “Bugsy” e “Malèna”. Vince il primo nastro d’argento con “Per un pugno di dollari” nel 1965, cui seguono quelli per “Metti una sera a cena” (1970), “Sacco e Vanzetti” (1971), “C’era una volta in America” (1985) e “Gli Intoccabili” (1988). Completano il medagliere del grande compositore i David di Donatello, “Occhiali d’oro”(1988), “Nuovo cinema paradiso” (1989), “Stanno tutti bene” (1991), “Jonas che visse nella balena” (1993), il Golden Globe, “The Mission” (1986), i premi della British Academy (BAFTA), “ C’era una volta in America” (1985), “The Mission” (1986), “Gli Intoccabili” (1988), “Nuovo Cinema Paradiso” (1990), il Grammy Award, “Gli intoccabili” (1988), la Grolla d’oro alla carriera (1992) ed infine il Leone d’oro alla carriera alla 52° Biennale del Cinema di Venezia (1995).

Santa Cecilia. La formazione di Ennio Morricone avviene presso il conservatorio romano di Santa Cecilia, dove si diploma in tromba (7/10), strumentazione per banda (9/10) e composizione (9,50/10). Il conservatorio di Santa Cecilia è la più prestigiosa scuola di musica di Roma ed una delle scuole più importanti a livello europeo. La sua tradizione è antichissima difatti, benché l’attuale istituzione sia del 1875, la nascita dell’originaria istituzione è databile a cinquecento anni fa. La scuola ha avuto tra i suoi insegnanti nomi quali Alfredo Casella, Goffredo Petrassi, Ottorino Respighi, Ildebrando Pizzetti e Severino Gazzelloni mentre tra gli allievi, oltre a Morricone, si sono distinti i direttori d’orchestra Carlo Maria Giulini e Renzo Rossellini, i compositori Aldo Clementi e Bruno Maderna e i cantanti Mariella Devia e Giacomo Lauri Volpi.

Spaghetti-western. Lo spaghetti-western è un genere cinematografico, definito anche “western all’italiana”, nato in Italia nei primi anni ’60 su iniziativa di Sergio Leone che nel 1964 realizza il western a basso costo “Per un pugno di dollari”. Peculiarità che caratterizzano queste pellicole sono la sostituzione del classico eroe senza macchia e senza paura con un protagonista privo di scrupoli e animato solo da interessi economici, la completa assenza di indiani, una regia che predilige scene rallentate ed una musica sempre in grande evidenza che sottolinea i più importanti passaggi del film. La fortuna del genere è legata fondamentalmente ai film di Sergio Leone “Per un pugno di dollari” (1964), “Per qualche dollaro in più” (1965), “Il buono, il brutto, il cattivo” (1966), “C’era una volta il west” (1968). Altri famosi spaghetti-western sono “Quien Sabe?”(1967) di Damiano Damiani e soprattutto la versione comica che ha per protagonisti Terence Hill e Bud Spencer “Lo chiamavano Trinità…” (1970) e “Continuavano a chiamarlo Trinità” (1971) di E. B. Clucher (Enzo Barboni).

Televisione. Le musiche di Ennio Morricone hanno accompagnato anche una serie di importanti sceneggiati e serie televisive. Per il piccolo schermo il compositore romano ha scritto, tra le altre, le musiche di “Mosè” (1974), kolossal sul viaggio degli ebrei verso la terra promessa, “Marco Polo” (1982) di Giulio Montaldo che narrava in otto puntate l’epopea del leggendario viaggiatore veneziano, “I promessi sposi” (1989) di Salvatore Nocita con Danny Quinn, Alberto Sordi, Burt Lancaster e Dario Fo, “Perlasca, un eroe italiano” (2002) di Alberto Negrin con Luca Zingaretti nei panni del coraggioso commerciante italiano che salvò dalla deportazione oltre cinquemila ebrei ungheresi. Importanti poi le sue colonne sonore nella serie “Ultimo” e nella “Piovra 2”, “Piovra 3”, “Piovra 4”, “Piovra 5”, “Piovra 6” e “Piovra 7”.

 
       
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