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News inserita il 04/11/2006 08:16:35
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Mozart. Note di viaggio in chiave di violino |
Galleria Civica di Bolzano, piazza Domenicani 18
Mostra fino al 19.11.2006 Galleria civica, dal 14 ottobre al 19 novembre 2006. Orario di apertura: da martedì a domenica: 9.30 - 12.30 e 15.00 - 18.00 Dopo un lungo viaggio in Francia, Olanda, Inghilterra, Germania, Belgio e Svizzera, il 13 dicembre 1769 Leopold Mozart (1719-1787) prese con il figlio Wolfgang (1756-1791) la strada verso l’Italia. I due viaggiatori raggiunsero Vipiteno il 20 dicembre. Tre giorni dopo sono a Bolzano e il 26 Wolfgang tiene il suo primo successo italiano all’organo della chiesa di San Marco di Rovereto. Sulla via del ritorno da Venezia a Salisburgo raggiunsero Verona il 16 marzo 1771. Il 20 marzo lasciarono Rovereto per raggiungere Bolzano e Bressanone. Dopo quasi 16 mesi, i Mozart fecero ritorno a Salisburgo il 28 marzo 1771. Grazie al successo di questo viaggio il nome del giovane compositore si era ormai internazionalmente affermato. Dopo pochi mesi di permanenza a Salisburgo, Mozart padre e figlio ripartirono per l’Italia il 13 agosto 1771. Il 15 agosto sono a Bressanone, il giorno dopo a Bolzano e il 17 a Rovereto. I due hanno fretta di raggiungere Milano dove era prevista l’esecuzione della nuova opera di Wolfgang, Ascanio in Alba KV 111, scritto per le nozze del Granduca Ferdinando d’Asburgo con la principessa Maria Ricciarda d’Este. Lasciata Milano il 5 dicembre 1771 raggiungono Bressanone l’11 dicembre 1771 dove fanno visita al conte a Leopold Maria Joseph Spaur, vescovo di Bressanone. Sulla base del successo di Ascanio, Ferdinando chiede a Maria Teresa di poter prendere il giovane compositore alle dipendenze. La madre risponde al figlio in francese: "Mi domandate di prendere al servizio il giovane salisburghese, non posso immaginare come voi possiate aver bisogno di un compositore e di gente inutile come questa". Il terzo viaggio in Italia inizia il 24 ottobre 1772. Il 27 sono a Bressanone ed il giorno dopo a Bolzano. Il 4 novembre si trovano nuovamente a Milano, dove Wolfgang scrisse la sua ultima opera per l’Italia: Lucio Silla KV 135. Abbracciato dal successo, composto il mottetto Exsultate, Jubilate KV 165, Mozart torna il 10 marzo 1773 a Bolzano e Bressanone per fare ritorno definitivo a Salisburgo il 13. Stando alle parole del padre, Mozart scrisse a Bolzano un quartetto "per la noia" (KV 155). Il capoluogo altoatesino non piacque proprio al compositore salisburghese che sulla città scrisse alla sorella queste celebri righe: "Ora siamo già a Bolzano. Già? Appena! Ho fame, ho sete, ho sonno, sono stanco, ma sono sano […]. Stammi bene. Scrivimi qualche cosa di nuovo. Bolzano questa stamberga di porci. Ecco una rima di uno reso furioso e maldisposto da Bolzano. Piuttosto che a Bolzano tornar / piuttosto al diavolo [?] preferirei andar". In Trentino e in Alto Adige Mozart ha incontrato amici, conosciuto nuove persone, ha stretto contatti con gli intellettuali ed i membri delle famiglie più in vista della regione. Personalità importanti che lasciarono tracce visibili sulla sua opera ed il suo pensiero. Di queste tracce ora ci restano degli splendidi ritratti e soprattutto la musica di un genio ancora ragazzo ma già proiettato verso nuovi orizzonti. Tornare in Italia un’altra volta fu il sogno, l’idea fissa che egli non riuscì mai a realizzare. Il destino lo ha voluto altrove. Una mostra di Marina Botteri, Antonio Carlini e Giacomo Fornari. Con la collaborazione di Silvia Spada e Giuliano Tonini (per la parte altoatesina) Allestimento di Bruno Marchetti |