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  Piccinni Niccolò
   
  1728 - 1800
   
   
Dopo gli studi con Francesco Durante al Sant'Onofrio di Napoli, nel 1754 vede rappresentare la sua prima opera (Le donne dispettose), che ottiene un buon successo, consentendogli di attirare subito l'attenzione del mondo musicale napoletano su di lui.
La fama a livello nazionale gli arriva nel 1760 con La Cecchina ossia La buona figliola, su libretto di Carlo Goldoni, andata in scena a Roma e rapidamente ripresa nei principali teatri italiani ed europei, diventando una delle opere più famose del teatro musicale del '700.

Negli anni successivi vive a Roma e, dopo le prime esperienze nell'opera buffa, si avvicina anche a quella seria (Olimpiade, 1768 e Didone abbandonata, 1770, tra le varie composte) riscuotendo un buon successo, anche se non certo paragonabile a quello ottenuto con La Cecchina. Nel 1774 fa ritorno a Napoli per trasferirsi in Francia nel 1777, dove viene chiamato dai sostenitori del gusto italiano che vogliono contrastare il crescente successo di Gluck. Sul terreno di scontro dell'Opéra di Parigi si trova così al centro di una delle più accese quérelle dell'epoca, quella che oppone i "gluckisti" ai "piccinnisti", anche se sembra che i due compositori avessero rapporti personali più che buoni.

In questo periodo scrive alcuni dei suoi capolavori, come Iphigénie enTauride (1781), Didon (1783) e Pénélope (1785). Tornato a Napoli nel 1791, inizialmente con grandi accoglienze, passa un periodo molto triste quando, sospettato di giacobinismo, viene condannato a quattro anni di soggiorno obbligato presso la sua residenza. Nel 1798 fa ritorno a Parigi, dove gli vengono tributati grandi onori e Napoleone lo nomina ispettore del conservatorio.
Compositore dotato di una delicata vena melodica e di una particolare dolcezza sentimentale, rappresenta certamente la più significativa figura della scuola napoletana della generazione precedente a quella di Paisiello. Autore particolarmente prolifico, ha lasciato sinfonie, sonate per clavicembalo, una messa e altra musica sacra, pezzi vocali da camera, gli oratori Gioas, La morte di Abele, Sara e Gionata oltre a circa 120 opere: oltre a quelle già citate risultano di particolare interesse le tre su libretto di Metastasio, Zenobia (1756), Caio Mario (1757), Alessandro nelle Indie (1758, rivista nel 1774); e ancora La buona figliuola maritata (su libretto di Goldoni, 1761), I viaggiatori (1775), Roland (1778), Atys (1780).
 
       
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