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Bizet Georges |
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1838 - 1875 |
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Nacque a Parigi il 1838. Ebbe modo di crescere in una famiglia dove gran parte dei membri, per primi i genitori, era dedita alla musica; forse anche per questo iniziò a praticare lo studio della musica in età precocissima. Infatti, dopo aver studiato in casa da quanto aveva quattro anni, entrò in conservatorio all’età di nove come uditore nella classe di pianoforte di Marmontel; successivamente,dal 1848 come allievo vincendo nel corso degli anni cospicui premi.
Dal 1852 iniziò a lavorare come trascrittore presso l’editore Choudens (attività che svolse quasi tutta la vita,essendo la base dei suoi guadagni); a questo periodo risalgono le sue composizioni: “La maison du docteur,testo di Boiteaux” opera-comique in un atto che non venne mai allestita, “La sinfonia in do maggiore” che venne composta nel 1855 ma vide la luce solo nel 1935 e “Le docteur de miracle”.
Nel 1857 dopo aver vinto il Prix de Rome si trasferì in questa città per tre anni, visitando anche molti altri centro italiani. Durante il soggiorno romano compose: “Te Deum”, l’ode sinfonica “Vasco de Gama e, in italiano l’opera buffa “Don Procopio”su un libretto scritto qualche anno prima da Cambiaggio.
Tornò a Parigi il 1860 e dovette completare il lavoro richiesto ai vincitori del Prix de Rome che consisté nella composizione di tre pezzi sinfonici (“Scherzo”, “Marchè funebre”, “La Chasse d’Ossian”) e l’opera in un atto “La guzla de l’emir” su libretto di Carré/Barbier. Di queste opere, che costituiscono il lavoro svolto per il concorso Romano, furono eseguiti solo i primi due dei pezzi sinfonici e Vasco de Gama.
Quindi iniziò a lavorare, per commissione del Théatre-Lyrique, a “I pescatori di perle” tre atti di Carrè/Cormon che riuscì ad andare in scena nel 1863 e mentre il pubblico l’accolse cordialmente, i recensori furono freddi escluso Berlioz. Comunque per B. fu il primo atto rilevante entourage musicale parigino,ambiente dal quale proveniva Genevievè Fromental che sarebbe diventata la sua consorte nel 1869.
D’allora in poi Bizet compose,di specificatamente sinfonico: la sinfonia “Roma”, conclusa nel 1868 ma in evoluzione dal 1861, e l’Overture Patrie del 1873; compose poche cose per pianoforte, tra cui: “Variation Chromatiuqes de concert” nel 1868 e, per quattro mani “Jeux d’enfants”del 1871 erano costituiti da 12 pezzi cinque di quali furono subito orchestrati con il titolo “Petite suite”.
Scrisse molto per la scena anche se purtroppo la maggior parte di questi lavori non fu mai portata in scena o rimase incompiuta.Quelli compiuti sono: “La jolie fille de Perth” da The fair Maid of Perth di Scott composta nel 1866 e rappresentata nel 1867, per la prima volta al Thèatre-Lyrique; il primo atto dell'’operetta “Malbrough s’en va-t-en guerre” al Theatre de l’Atheneenel 1867; l’opera comique “ Djamilleh” dal racconto Namouna d’A.De Musset,composta nel 1871,rappresentata all’Opera-Comique nel 1872; le musiche di scena per il dramma in tre atti “Arlesiana” di Dautet, messa in scena nel 1872 al Theatre du Vaudeville; l’opera-comique “Carmen” dal racconto omonimo di Merimee composta nel 1873-74 e portata alla ribalta nel 1875.
Delle opere incompiute vanno ricordate: ”Ivan IV” di Leroy/Trianon del 1865 e”Don Rodrigue” composta interamente nel 1873, ma notata sulla carta soltanto per la parte vocale.
Importante è anche il compimento, nel 1868-69 dell'’opera “Noè” di Halevy, scomparso nel1862.
Bizet muore, quasi improvvisamente nel 1875, tre mesi dopo che andò in scena la Carmen.
Il caso di Bizet è veramente bizzarro, o meglio paradossale: l’autore di uno fra i supremi capolavori del teatro che visse per la musica, la quale lo appassionò fin da bambino, se solo fosse morto a trentacinque anni anziché a trentaseanni forse il suo nome sarebbe conosciuto solo dagli esperti!
Forse fattori esterni, come aver espresso la propria arte in un contesto storico nel quale tutta l’opera teatrale francese era legata strettamente ad un’etichetta indiscutibile e limitante per un artista così eclettico..forse…La realtà è che Bizet non ebbe mai il trionfo, cordiali successi riconosciuti e plausi benevoli ma mai il successo che ebbero altri compositori simili, o anche peggiori a lui…Mai quell’ovazione, quel tripudio che fa tremare, che fa comprendere di essere arrivati. Morì tre mesi dopo la sua Carmen con la deprimente certezza di aver ricevuto uno scacco. Senza sapere l’enorme commozione che ci fu in tutto l’ambiente culturale, artistico alla notizia della sua scomparsa; senza sapere che quattromila persone presenziarono alle proprie esequie. Ma cosa più importante se n’andò ignaro che la sua Carmen impressionò Wagner, entusiasmò Brahms, divento il pilastro del repertorio all’Opera-Comique toccando nel 1904 la millesima recita e nel giro di pochi anni diventò una delle opere più popolari del mondo.
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