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  Satie Eric
   
  1866 - 1925
   
   
Alfred-Eric Leslie-Satie nasce a Honfleur (Calvados) il 17 maggio 1866 da padre normanno e madre scozzese.

Iniziò il suo percorso musicale studiando organo con Guilmant e, successivamente, incentivato dal suo docente di armonia, nel 1878 si iscrisse al Conservatorio di Parigi, dove intraprese gli studi del pianoforte e della composizione grazie all’insegnamento di Lavignac; purtroppo ben presto iniziò ad essere insofferente ai metodi d’insegnamento attuati nell’istituto.
Fu proprio quest’insofferenza alle regole accademiche a farlo decidere, dopo ben otto anni di studi inconsistenti, di lasciare il conservatorio per arruolarsi nell’esercito come volontario al 66° reggimento di fanteria, ad Arras.
Per una persona che rifiuta le regole l’esercito non è un luogo adatto, infatti, dopo quasi un anno, grazie ad una bronchite “fantasiosa” fu riformato.
In questo periodo Satie ebbe l’esigenza di modificare il suo nome, in omaggio alla madre scozzese, in Erik; si avvicinò alla devozione dei "Rosa Croce" iniziando a concepire opere estrose dall’espressione innovatrice; compose e pubblico il suo primo lavoro: Valse-Ballet.

Abbandonato l’esercito torna alla vita normale iniziando a frequentare assiduamente il cabaret di Le Chat Noir, luogo frequentato da pittori musicisti, intellettuali di quel tempo.
Nel 1888 compone tre Gymnopédies (Gymnopèdie No.1, Gymnopèdie No.2, Gymnopèdie No.3) ispirati dall’interpretazione dei poemi dello stimato amico J. P. Contamine de Latour.
I tre Gymnopédies sono pagine per pianoforte di massima originalità e estrosità, composizioni nate dalla scena di un’arcaica celebrazione greca nella quale alcuni adolescenti ballano senza veli.

Nel 1889 inizia a produrre le Gnossiennes, ispirato dall'ascolto di brani popolari romeni e di "gamelan" indonesiane presentati all'Esposizione Universale di Parigi.
Nel 1891 inizia l’amicizia con Debussy grazie ad un incontro al cabaret.
Nel 1892 da vità a le Trois Préludes du "Fils des étoiles", le Sonneries de la Rose-Croix; nel 1893 compone le Danses gothiques.

Nel 1893 compone anche “Vexations”, il brano è costituito da un tema e da due armonizzazioni.
Vexations è tra le più eccezionali composizioni d’Erik Satie per la performance che la sua interpretazione esige, infatti, l’esecutore dopo essersi esercitato con una proma parte statica deve suonare il pezzo, "a se stesso" ottocentoquaranta volte di seguito.
In pratica significa che l'esecuzione dell’interprete dura tra le 12 e le 24 ore, la durata dipende dal tempo prestabilito in precedenza!
Vista l’ironia di quest’estroverso compositore, ad oggi, non è possibile capire se con questa disposizione volesse o meno prendere in giro i posteri.
Vexations rimase ignorata e mai eseguita fino al 1963, quando John Cage decise di eseguirla in pubblico presso il Pocket Theatre di New York l’11 dicembre 1963.

Nel 1897, a Parigi, compone i “Pièces froides”.

Nel 1900 dà inizio alla collaborazione con la diva Paulette Darty del music-hall.

Dal 1905 al 1908 s’impegna in studi d’approfondimento alla Schola Cantorum, come allievo di Roussel e Vincent d'Indy.
Nel 1910 la sua musica suscita l'ammirazione di Diaghilev, Picasso, Stravinsky, Ravel, ed infine di Jean Cocteau, con il quale diverrà, nel 1918, l'animatore del “Gruppo dei Sei” per il quale divenne un punto di riferimento.
In questo periodo compose produzioni per teatro, balletti, pezzi orchestrali, pianistici, vocali.

Nel 1903 compone i "Tre pezzi in forma di pera" che esprimono uno stile in netta antitesi con tutta la tradizione romantica.

Nel secondo decennio del '900 sviluppo la radicale corrente neoclassica, antiromantica ed antimpressionista del "Sei", che si estenderà ben oltre la metà del secolo.

In questi anni il genio ribelle di Erik Satie si spinge alla massima provocazione: alla musica colta contrappone una “musique d'ameublement”, musica che crea una vibrazione senza nessun altro obiettivo.
Il repertorio di musica da camera comprende "Choses vues à droite et à gauche » composta per violino e pianoforte, "Sonnerie pour reveiller le bon gros Roi des Singes" per due trombe, "Trois morceaux en forme de porre","En habit de cheval", "Apercus désagréables", per pianoforte a quattro mani.
Mentre i brani orchestrali, disponibili anche in versione per pianoforte a quattro mani, sono "La belle excentrique", "Trois petites Pièces montées" e "Parade".

Nel 1916 vive un’insanabile rottura, dovuta ad un malinteso, con il grande amico Debussy, altro gran critico e innovatone della forma.

La fama arriva solo dopo la realizzazione di due balletti. Nel 1917 con Parade di Cocteau e Picasso nascono i Ballets Russes. Le musiche sono di Satie che origina il primo rag-time europeo e i rumori di macchine da scrivere e sirene di fabbrica.
Esplode uno scandalo gigantesco: Debussy rifiuta in blocco le provocazioni, al contrario Apollinaire, estasiato, concepì il Surrealismo.
I dadaisti di Zurigo, accolgono formalmente Erik Satie nel loro movimento.

Nel 1924 compone il secondo balletto: “Relache” intorno al testo e alle scene di Picabia e il famoso intermezzo cinematografico di René Clair dal titolo di “Entr'acte”.

L'opera che possiamo riportare come testamento spirituale di Satie è “Socrate” del 1919, una cantata per quattro soprani e orchestra da camera, in cui governa una mistica inclemenza apparente.
Questa composizione influenzerà profondamente l’opera di Stravinskij.

Tutta la musica di Satie fu anticonvenzionale volle trasformare completamente le linee musicali del suo tempo grazie ad una creatività atipica e surreale espressa con delle combinazioni semplici, all’apparenza casuali.

Muore il 17 luglio 1925 all'ospedale di Saint-Joseph.
Figura paradigmatica quella d’Erik Satie, anche se non sempre artisticamente piacevole.
 
       
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