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Note contro la guerra

 

Scritto da Benjamin Britten, in opposizione agli orrori di ogni guerra, compiuto in prima mondiale nel 1960 per la riedificazione della cattedrale di Coventry, il War Requiem sarà offerto per la prima volta a Piacenza stasera alle 21.00 al Teatro Municipale, e vedrà come solisti il soprano Judith Howarth, il tenore Kim Begley ed il baritono Mark Delavan con l'Orchestra e il Coro del Teatro Regio di Parma, direttore Martino Faggiani, che con il Coro di voci bianche "Ars canto - Giuseppe Verdi" saranno affidati alla bacchetta di Bruno Bartoletti.

Creazione grandiosa di uno dei maggiori musicisti del Novecento, War Requiem op. 66, per organo, voce di tenore, soprano, baritono, grande orchestra e orchestra da camera, coro di bambini e coro misto è un'opera eccezionale non solo per lo straordinario dispiegamento di forze che richiede, ma per l'originale architettura che presenta soltanto sei delle nove parti istituzionali della Messa da Requiem: Requiem aeternam, Dies Irae, OffertoriumSanctus, Agnus Dei e Libera me. In questa costruzione musicale, si inseriscono alcune intense liriche di Wilfred Owen (1894-1918), poeta soldato morto alla fine del primo conflitto mondiale.

La poesia di Owen, seppur intima e straziante, poteva suonare fin troppo accesa nei toni, per rientrare nella liturgia di un Requiem. Fu Britten stesso a riconoscere il debito e l'influenza nei riguardi dei predecessori, a cominciare da Verdi e dalla sua ammirata Messa da Requiem: «Penso che sarei un pazzo se non avessi tenuto in considerazione come Mozart Verdi, Dvorák hanno scritto le loro messe. Voglio dire, molte persone hanno evidenziato le somiglianze tra il Requiem di Verdi e qualche parte del mio War Requiem, e queste somiglianze potrebbero esserci veramente. Se non ho assimilato quest'opera, è un peccato».

Significativamente, il lavoro è dedicato a quattro vittime tra i compagni di guerra del compositore - e il frontespizio della partitura riporta le memorabili parole di Owen: «Il mio argomento è la guerra, e la pietà della guerra. La poesia è nella pietà?.Tutto ciò che un poeta può fare oggi è ammonire». Alla fine della partitura è scritto «Aldeburgh. 20 dicembre, 1961».
Intendimento di Bruno Bartoletti alla guida dell'Orchestra del Teatro Regio di Parma, è quello di far risaltare le tre diverse fonti sonore: la grande orchestra, soprano e coro misto, quindi l'orchestra da camera con tenore e baritono e il Coro di bambini accompagnato dall'organo, sottolineando dunque la dimensione teatrale di questa composizione e la sua impostazione fortemente drammaturgica.

I biglietti del concerto si possono acquistare alla biglietteria del teatro Municipale oggi dalle 10.30 e alle 13.00 e dalle 19 alle 21.
Fonte: http://www.liberta.it
 
       
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